Quanto è realmente pronto il sistema agroalimentare ad affrontare la trasformazione portata dall'Intelligenza Artificiale? È stata questa la domanda al centro del Food Talk SMEA dedicato alle sfide dell'AI nel Food System, che si è svolto nei giorni scorsi presso il Campus Santa Monica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, a Cremona.
L'incontro, promosso dalla SMEA – Alta Scuola di Management ed Economia Agro-Alimentare dell'Ateneo cremonese – nell’ambito del progetto Agri-Food Lab, ha offerto l'occasione per presentare una lettura dello stato di preparazione del settore agroalimentare di fronte alla rapida evoluzione dell'AI (AI readiness), a partire dai risultati di una survey rivolta a studenti, alumni e manager delle aziende partner. L'indagine ha permesso di andare oltre il semplice livello di adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale, mettendo a fuoco anche competenze, consapevolezza, opportunità e criticità che accompagnano una trasformazione già in corso, destinata a incidere profondamente sui processi e sulle organizzazioni del comparto e che interroga insieme aziende e persone.
La portata del fenomeno è emersa anche da alcuni dati richiamati nell’incontro: il 71% delle grandi imprese ha progetti di intelligenza artificiale, ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo nelle diverse funzioni; il 41% dei lavoratori, grazie all'AI, svolge attività che altrimenti non sarebbe in grado di fare; le richieste di competenze AI negli annunci di lavoro crescono del 93%, e il 76% delle offerte per posizioni ad alta qualificazione richiede competenze di intelligenza artificiale.
Ad aprire i lavori è stato Edoardo Fornari, Direttore SMEA, con un intervento dedicato alla rivoluzione dell'AI nel Food System. Come ha sottolineato Fornari, questa sfida richiede investimenti nelle tecnologie e nelle competenze tecniche, insieme a un lavoro sulla dimensione culturale e sociale del cambiamento. A seguire, Fabrizio Capocasale, docente di Intelligenza Artificiale, e Francesca Negri, docente di Marketing, entrambi dell'Università Cattolica, hanno presentato i risultati della survey SMEA sull'AI readiness del settore alimentare.
Il programma è quindi proseguito con un confronto sulle «luci e ombre» dell'Intelligenza Artificiale e sulle percezioni del management. A portare il punto di vista delle imprese e delle professionalità coinvolte nella trasformazione digitale sono stati Michele Falzetta, Direttore generale di Latteria Soresina, Alessandro Vercellotti, founder di Legal for Digital, e Sonia Di Capua, PMO e Responsabile Selezione, Formazione e Sviluppo di Coop Lombardia.
Il confronto ha affiancato così alla prospettiva accademica le esperienze e le aspettative di chi, all'interno delle organizzazioni, si trova a confrontarsi concretamente con l'introduzione dell'AI. Una trasformazione che, come emerso nel corso dell'incontro, non riguarda soltanto le tecnologie, ma coinvolge competenze, persone, modelli organizzativi e capacità di interpretare nuove opportunità, insieme alle criticità che ne possono derivare. Comprendere l'AI, sviluppare le competenze per utilizzarla e accompagnarne l'ingresso nelle organizzazioni: è anche su questo terreno che la formazione può fare la differenza per il futuro del food system.
