Le aziende hanno presentato progetti di innovazione tecnologica, l’Università Cattolica li ha vagliati e li ha trasformati in proposte di Tesi Magistrali o “Sfide impossibili” per gli studenti del campus di Cremona.
Tutto ciò è frutto dell’ecosistema Agri-Food Lab, cresciuto in questi anni a Cremona grazie a una convenzione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Comune, la Camera di Commercio, la Provincia e la Diocesi di Cremona. Un ecosistema nel quale la ricerca scientifica universitaria incontra le esigenze delle aziende del territorio e, grazie a tutor accademici ma con il pieno coinvolgimento degli studenti delle lauree magistrali diventa soluzioni di innovazione tecnologica concretamente applicabili.
Dalle esigenze delle aziende alle “Sfide impossibili” per gli studenti
Il meccanismo funziona così. L’azienda presenta un progetto di ricerca che viene affidato a uno studente tesista di Laurea Magistrale, affiancato da tutor accademici e aziendali e con pieno accesso ai laboratori all’avanguardia dell’Università Cattolica di Cremona e Piacenza. Nessun obbligo è previsto per l'azienda e i costi dell’operazione sono normalmente a carico dell’Università, che opera grazie ai fondi della Convenzione Agri-Food Lab. E se il progetto di ricerca è particolarmente ardito, la tesi diventa un “Sfida” seguite da piccoli gruppi di studenti (3/4) con l’obiettivo, in genere, di arrivare a un nuovo prodotto.
Ma vediamone alcune di queste possibili Tesi o Sfide.
Tecnologia, sostenibilità e consumatori: le linee di ricerca 2026
Per Food Processing: Innovation and Tradition, una prima tesi intende affrontare il nodo della conservazione dei prodotti da forno ad alta attività dell’acqua, oggi spesso stabilizzati con alcool in confezionamento. L’obiettivo è testare alcuni estratti botanici selezionati come alternativa naturale, valutandone combinazioni, dosaggi e tecniche di incorporazione, fino alla messa a punto di test pilota chimici e tecnologici. Una seconda tesi guarderà invece alla valorizzazione cosmetica dei lipidi di origine animale: dalla validazione dei processi di pastorizzazione dei grassi anidri, con metodi analitici standardizzati, allo studio della stabilità ossidativa dei balsami nel tempo, tra acidità, perossidi e resa sensoriale.
Per Agricultural and Food Economics, al centro c’è la sostenibilità economica delle innovazioni. Una proposta prevede uno studio LCA comparativo tra ingredienti cosmetici di origine animale e vegetale, in ottica di economia circolare e riduzione degli sprechi. Un’altra tesi indagherà la disponibilità a pagare dei consumatori per caratteristiche innovative o per prodotti in fase di lancio, misurando il valore economico attribuito a sostenibilità, tecnologia e qualità.
Nel corso in Consumer Behaviour: Psychology applied to Food, Health and Environment, una ricerca analizzerà ruolo del food engagement e delle variabili psicosociali nelle scelte di prodotti “green” o salutistici, dalle certificazioni al packaging sostenibile. Un secondo filone esplorerà l’efficacia dei frame comunicativi – benefici contro perdite, piacere contro salute – nel guidare i processi decisionali, offrendo indicazioni strategiche per imprese e policy maker.
Infine, per Innovazione e Imprenditorialità Digitale, una tesi andrà a verificare empiricamente se la digitalizzazione della tracciabilità nel lattiero-caseario riduca il rischio aziendale, con effetti su costo e accesso al credito. Mentre un’altra propone di costruire un set essenziale di KPI ESG misurati con dati primari – sensori e sistemi gestionali – per valutare se la misurazione digitale migliori la qualità delle informazioni sulla sostenibilità d’impresa.
